Quello che è successo in questo 2016 in Italia lo diremo velocemente, forse confusamente cercando di far rivivere la velocità e l’accavalarsi degli accadimenti per come si sono svolti ai nostri occhi, ma con la prospettiva di chi, con occhio critico, si distacca dall’hic et nunc e cerca di fornire una visione globale, per dare il polso della situazione, lo stato attuale delle cose.

ALESSIO SAKARA nel 2016 è tornato a combattere in una grande promotion come il Bellator e lo ha fatto in Italia in due grandi eventi organizzati in collaborazione con Octagon, a Torino ad aprile e a dicembre a Firenze che abbiamo cercato di seguire con attenzione
Ne abbiamo parlato in questi due articoli

ECCO IL LINK A BELLATOR FIRENZE,

CLICCANDO QUI IL RESOCONTO DI BELLATOR TORINO

sakara

Buon per Sakara e i suoi fan ma tutto cio che ruota intorna al Bellator in Italia non sembra aver rappresentato una vera e propria svolta per il movimento italiano, pur essendo stato senza dubbio un evento riuscito per pubblico e spettacolarità: la seconda card non ha valorizzato in alcun modo gli altri atleti italiani che non sono stati mai in partita. Difficile pensare che la card di MMA del Bellator si sarebbe retta da sola senza l’aiuto del collaudato Octagon. Coker e Di Blasi non hanno rischiato.

Nel frattempo è successo che il movimento italiano è cresciuto, in maniera formibadile per certi versi, in maniera anomala per altri, la velocità di assorbimento di certe dinamiche positive, di certi input esterni è stata per assurdo da ostacolo per il conseguente e necessario cambio di mentalità.

L’UFC si è affacciata in Italia scegliendo due giovani promettenti, il primo è stato ALESSIO DI CHIRICO, romano, che l’UFC monitora dalla vittoria dei mondiali IMMAF del 2014, il secondo in ordine di tempo è MARVIN VETTORI, di Mezzocorona, in provincia di Trento. Entrambi pesi medi.

HM

Entrambi si sono presentati alla prova più importante con delle prestazioni convincenti: Alessio Di Chirico è stato sconfitto al suo esordio ai punti ma la stampa estera e nazionale ha esaltato la prestazione e criticato aspramente il verdetto (l’UFC gli ha anche riconosciuto un bonus in denaro di una certa entità a riprova del fatto che anche la dirigenza in occasione di quel match ha creduto nella vittoria dell’italiano) e nel secondo match ha prevalso, sempre ai punto contro Mc Lellan un avversario molto duro ed esperto in un match che è rimasto impresso. Marvin Vettori ha vinto in maniera fulminea al suo esordio e per il suo secondo match è stato chiamato a combattere in una delle card più importanti, quella di fine anno, in questa occasione ha perso ai punti per decisione unanime contro Antonio Carlos Junior.

CLICCANDO QUI TROVATE L’MARVIN VETTORI EFFETTUATA DA ULTIMO UOMO ( e da noi riproposta)

Ne abbaimo parlato nei seguenti articoli

ALESSIO DI CHIRICO IN UFC

MARVIN VETTORI UN ALTRO ITALIANO IN UFC

Due giovani italiani in UFC, uno in Bellator attualmente, la nazionale italiana IMMAF che agli ultimi Europei Open si piazza ai primi posti subito dopo i colossi svedese e bulgaro e superando, SUPERANDO gli USA, gli atleti italiani professionisti che vengono chiamati in tutto il modo ad arricchire le card degli eventi più importanti da protagonisti.

December 30, 2016; Las Vegas, NV, USA; Marvin Vettori moves in with a hit against Antonio Carlos Junior during UFC 207 at T-Mobile Arena. Mandatory Credit: Mark J. Rebilas-USA TODAY Sports

December 30, 2016; Las Vegas, NV, USA; Marvin Vettori moves in with a hit against Antonio Carlos Junior during UFC 207 at T-Mobile Arena. Mandatory Credit: Mark J. Rebilas-USA TODAY Sports

Una nazionale, quella degli azzurri IMMAF che nonostante i detrattori, è sempre stata una nazionale vincente e competitiva: nel 2015 ai mondiali di Las Vegas è tornata a casa con un bottino di 2 ori, 1 argento e 3 bronzi (seconda nel medagliere generale) e, dopo un mondiale opaco del 2016 (con una nazionale quasi del tutto rinnovata) in occasione degli europei open del 2016 di Praga porta a casa 3 argenti e 3 bronzi superando realtà più affermate e quotate.

CLICCANDO QUI POTETE RIVIVERE I SUCCESSI DEGLI AZZURRI AGLI ULTIMI EUROPEI IMMAF

Tutto ciò ha lasciato ben sperare in certi casi ha messo in allerta. Tutto ciò poteva essere lo stimolo per continuare nella stessa direzione, sarebbe bastata un’analisi dei numeri e degli eventi per capire che gli attori dietro questi successi stavano lavorando bene, chiacchiere a parte.

Perchè ancora la svolta è lontana? Perchè troppe resistenze arrivano nei confronti di chi sa fare e vuole continuare a fare. Gli improvvisati del settore hanno sentito il terreno fragile sotto ai piedi e si sono stretti nella più sterile resistenza. Tutto ciò ha trascinato chi, per egoismo ed avidità ha cercato la strada più facile, chi per stupidità è stato allettato dalle prime luci che gli si sono accese attorno, chi non ci ha mai creduto  ma che ora vede la svolta all’orizzonte vuole tentare di sopravvivere.

Nel 2016 l’UFC si è affacciata in Italia e l’Italia ha smesso di credere nelle proprie potenzialità: per i più (o i più rumorosi) non si deve più lottare per la creazione di un movimento. E senza un movimento solido, delle promotion locali serie e attive che lavorano con competenza, regolarità e garanzie non si attraggono gli sponsor (che per ora si accontentano di chi cede diritti gratis, con sufficenza e saccenza di chi sa ma non sa neanche leggere un contratto). Perchè gli sponsor dovrebbero investire su un movimento che si autolivella verso il basso, che non ha il coraggio di prendere il volo, mai?

A proposito, le promotion senza futuro e di cui avevamo predetto il fallimento, hanno chiuso bottega nel 2016.

Secondo i più tutto deve essere facile, scontato, il movimento deve crearsi da solo, gli sponsor devono crederci, gli atleti di punto in bianco devono guadagnarci. La vittoria ad un certo punto può essere fulminea (è quella più bella, quella che ha più attrattiva per molti), ma essa è una conquista che viene raggiunta lentamente: è un team che lavora secondo un’idea e la porta avanti, è il duro lavoro individuale di un atleta durante la sua carriera, sono i sacrifici e le capacità, le esperienze che si acquisiscono a portare frutto, improvvisamente, ad un certo punto.

La vittoria è un’idea giusta che si impone su quella sbagliata, è un lavoro costante, uno sforzo che va supportato. Per il resto rimangono il chiacchiericcio, le allucinazioni, le visioni. Andare nei team esteri ad ingrassare le fila degli sparring partner per i grandi nomi senza un progetto non è la soluzione, soprattutto nel momento in cui si è dimostrato di non essere secondi a nessuno in tecnica e competenza.

Gli sponsor sono ancora lontani, la televisione è arrivata ma non dimostra di sposare la causa del fight-entertainment con lungimiranza cercando di rimediare qualcosa da chi lavora con approssimazione solo perchè non ha alcuna pretesa di vedersi riconoscere professionalità, puntando non a investire ma a blandire ego. Ancora non c’è la volontà di rafforzare le realtà concrete, di lavorare sul sostrato, solo castelli in aria, specchietti per le allodole.

Poi, ma non è una novità del 2016, si è inaugurata la stagione della delegittimazione e della corsa alle poltrone, di tutti coloro che operando all’ombra e spesso in contrasto ora invocano il turn over in nome di un impegno e dei risultati che sono sempre stati carenti.

Il cammino è ancora lungo, MMA-Europa continuerà a fornire un punto di vista, mai dimenticando di narrare i fatti e analizzarli.

Il nostro augurio per il 2017 è che chi ha aperto le prospettive non smetta di lottare, che lo faccia con coscienza della situazione e dosando le forze, flettendosi alle onde senza infrangersi contro i muri delle diffoltà e delle diffidenze, con la stessa la volonta di creare qualcosa di grande.

Buon anno, il direttore

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