Martedì 30 Giugno New York City ha ospitato una conferenza stampa seguita da una sfilata, organizzata dall’Ultimate Fighting Championship e dalla Reebok, per presentare il nuovo abbigliamento obbligatorio nell’Ottagono e negli eventi ufficiali UFC. L’evento di lancio dell’“UFC Fight Kit” è stato inaugurato da un discorso di Matt O’Toole, presidente Reebok, che presenta l’UFC FightKit come il materiale tecnico definitivo per l’allenamento e la pratica delle MMA, disegnato e creato per essere la miglior soluzione possibile per gli atleti di questo sport e di discipline che lui definisce letteralmente “tough fitness” (fitness da duri). Il vice-presidente Todd Krinsky fa presente quanto in fretta si stia evolvendo il mondo del fitness, o come spesso sentiamo dire nel nostro paese, dell’allenamento funzionale per gli sport da combattimento: nell’ultimo anno il 45% dei 34.000.000 praticanti in tutto il mondo, di cui metà donne, ha iniziato ad “allenarsi come i fighters”.
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Per introdurci questa rivoluzione nel mondo dell’UFC e delle MMA in generale invita sul palco Dana White, che sostiene l’entusiasmo dei fighters per questa nuova linea, tanto da volerne ufficializzare il lancio durante l’UFC 189 – approfittando della UFC Fight Week di Las Vegas in cui ovunque non si parlera di altro che di UFC e MMA.
La sfilata di presentazione comincia con i fighter ed i relativi Fight Kit (shorts e t shirt) divisi per nazionalità -riconoscibile dai colori e da uno specifico logo ottagonale- con Conor McGregor a rapprensentare l’Irlanda, Alexander Gustaffson per la Svezia, Cain Velasquez e Yair Rodriguez per il Messico, Miesha Tate, Johny Hendricks, Anthony Pettis e Paige Van Zant per gli USA, Jacare Souza per il Brasile.
Nella seconda parte sono i campioni in carica a sfilare: gli outfit di Fabricio Werdum, Joanna Jedrzejczyk, Ronda Rousey, Chris Weidman, Rafael Dos Anjos, Daniel Cormier, Demetrius Johnson, T.K.Dillashaw sono facilmente riconoscibili dal FightKit nero con inserti oro e rosso.
Corrina Werkle, general manager Reebok, presenta i FightKit raccontando come la sua esperienza da designer di abbigliamento tecnico per atleti di tutte le maggiori divisioni degli sport più famosi la abbia aiutata nella creazione di queste tre linee: Country Kit, Universal Kit e Champion Kit.
kitconorSi rivolge a McGregor in quanto atleta famoso per i suoi movimenti esplosivi ed il suo stile particolare, facendosi raccontare quali sono le caratteristiche fondamentali per la sua scelta nell’abbigliamento tecnico. L’irlandese necessita di materiali aderenti e resistenti, che non gli impediscano di esprimere la flessibilità che lo rende temibile nell’Ottagono. La nazionalità, come mostra Velasquez, viene riportata con un logo ottagonale sulla manica ed il cognome del fighter è presente sul lato degli shorts e sul retro della t shirt. Joanna Jedrzejczyk mostra il nuovo design degli shorts senza cuciture, la Rousey racconta come i reggiseni da lei precedentemente utilizzati siano stati presi dal materiale tecnico di altri sport ed ora finalmente possa smettere di usarne due per ottenere il supporto desiderato, aggiungendo che i colori scelti la soddisfano particolarmente in quanto il nero è il colore dei cattivi e l’oro è il colore dei campioni, e lei davvero non ha intenzione di rinunciare a questo titolo.
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A differenza di ciò che è emerso dalla conferenza stampa, non tutti i fighter sono soddisfatti della nuova divisa, per l’utilizzo della quale lo sponsor tecnico offrirà un compenso a seconda del ranking e dell’anzianità. Alcuni si sono lamentati dell’eccessivo costo delle t-shirt, in vendita a partire da 80$.
Altri ancora si sono confrontati con una vasta gamma di errori di stampa, come è accaduto per il lightweight Gilbert Melendez ribattezzato “Giblert” o Angela Magana privata del ~ sopra la N del suo nome.
Alcuni non hanno avuto il proprio soprannome, altri si sono trovati con un nome mai usato prima (è il caso di Bec Rowlings, presentata contro la sua volontà come Rebecca), c’è stata confusione tra nomi e soprannomi sul retro delle magliette, come per il middleweight Jacare “Ronaldo” Souza, o imbarazzanti mix come nel caso del kit per “Marcio” Lyoto Machida (Lyoto Machida + Marcio “Lyoto” Alexandre).
Certi fighter non hanno proprio trovato il proprio kit su sito della Reebok, come Angela “Overkill” Hill che ha deciso di lanciare a costo stracciato una linea personale, mentre sul sito è invece disponibile un kit per Josh Koscheck, sotto contratto per Bellator e non per UFC.
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Sicuramente la Reebok sistemerà i danni al più presto, ma la situazione ha avuto un risvolto decisamente divertente.
di Micol Di Segni

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