Le MMA sono uno sport che continua a rivoluzionare il modo di concepire lo sport da combattimento. Dapprima riguardo l’immagine e la reputazione dei fighter, passando da teppisti avanzi di galera a super atleti signori dentro e fuori la gabbia, e ultimamente anche nelle metodiche di allenamento.

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Qualche anno fa uno dei punti cardine della preparazione per un match era lo sparring, basti pensare a quanti fighter siano migrati in altre palestre proprio per la ricerca di sparring partner. Adesso pure questa credenza comincia ad essere scardinata. Non che lo sparring debba esser abbandonato del tutto, ma è necessario un ridimensionamento.

Anche diversi fighter sono di quest’opinione; atleti del calibro di Lawler (attuale campione ufc categoria welterweright), e Hector Lombard hanno dichiarato di aver rinunciato da un pezzo  e si dicono pentiti di non aver iniziato prima.

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Per esempio Lawler piu o meno un anno fa, dopo aver vinto la titleshot ha ammesso che era da molto tempo che non faceva sparring. Mentre sono di oggi le dichiarazioni di Hector Lombard (in diretta radiofonica ) in cui ammette che in passato nella sua carriera ha fatto sparring stupidamente:

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volevo fare sparring con tutti, avrei fatto sparring perfino con Mark Hunt, sono stato stupido perchè ho rischiato traumi cranici, adesso faccio sparring piu intelligentemente.

Le dichiarazioni dell’atleta cubano parlano da sole, lo sparring oltre ad essere sopravvalutato come metodica di allenamento è anche molto pericoloso. È infatti scientificamente provato che ripetuti traumi cranici portano alla cosiddetta “demenza pugilistica“.

A tal proposito a dicembre uscira “Concussion” un film con Will Smith che tratta del primo medico che diagnosticò CTE (encefalopatia cronica traumatica) per atleti che non praticavano il pugilato ( come i giocatori di football americano) chissà se questo fattore di rischio potrebbe essere esteso anche agli atleti di MMA che si allenano alla vecchia maniera?

di Alessio Di Chirico

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