Sempre più appassionati e tecnici si stanno chiedendo perché Conor McGregor ha perso contro un Nate Diaz chiamato con soli 12 giorni di preavviso. Si cerca una ragione tecnica quando è solo questione di Hybris, la tracotanza tanto cara agli uomini della tradizione è la sola ed unica vera ragione!

Con il termine Hybris gli antichi definivano il comportamento assolutamente biasimevole del tracotante, colpevole di ledere l’onore altrui, colpevole di voler essere Dio. Alcuni pensano che McGregor abbia perso perché dotato di minor allungo rispetto a Diaz, perché più basso, perché in una categoria non sua, perché meno forte a terra…In realtà egli ha perso perché non ha saputo gestire i propri limiti, perché vittima del proprio personaggio, perché in preda alla hybris.
L’Uomo non ha saputo e voluto riconoscere i propri limiti, commisurarli e non ha avuto consapevolezza delle proprie forze perché l’Uomo è stato assalito e abbattuto dalla maschera, dal personaggio.

Prometeo pecca di Hybris perché sfida gli Dei, ruba loro il fuoco e lo dona all’Uomo, verrà incatenato ed il suo petto verrà squarciato senza fine da un’aquila che ogni giorno gli divorava il fegato.
Stesso peccato per Icaro che volò troppo vicino al sole e precipitò in mare, peccano di Hybris tutti quei marinai che hanno l’ardire di ascoltare il canto delle Sirene portatrici di conoscenza divina e vengono attirati verso l’inesorabile naufragio, ha peccato di Hybris lo stesso McGregor continuando ad indossare una maschera anche durante la lotta, anche durante lo scontro, anche quando l’uomo deve rispetto all’altro uomo.

Tutti loro hanno scatenato il rancore, l’invidia degli dei le loro ambizioni troppo elevate han fatto perdere il focus ed il centro, gli hanno fatto superare il confine imposto.

McGregor in completa over confidence abbassa la guardia, schernisce il suo avversario, si sostituisce a un dio attirandone l’invidia, comincia a prendere colpi, comincia a ricordare nel peggiore dei modi la sua misera condizione umana, è confuso, non sorride più, prova a proiettare un campione di Jiu Jitsu (?!?) si gira sotto i colpi e dà le spalle, si arrende… precipita a terra in uno schianto!

Il Dio è tornato Uomo, la divinità è tornata umana. Il pubblico che lo acclamava fischia, è destabilizzato, spaventato, avevamo creduto fosse invincibile, avevamo creduto fosse un Dio!
Non c’è più tracotanza, non c’è più eccesso, prevaricazione, non c’è superbia c’è l’uomo colpito dalla Nemesis, dalla vendetta degli dei.

Si è permesso di violare le leggi immutabili e divine,  di spezzare valori senza tempo, gli è stato ricordato che è solo un uomo, ci è stato ricordato che è solo un uomo!

di Fabio Ciolli

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