Preparazione atletica generica o mirata? Perchè è importante differenziare il lavoro atletico in base allo sport e in base alla fase di preparazione in cui ci si trova?

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La prima domanda che ci si pone quando si intraprende un percorso è: dove mi porterà? Meglio ancora: dove vorrei che mi portasse?
Questo è esattamente quello che si deve domandare chi si accinge a stilare un programma di preparazione fisica, tecnica e tattica per un atleta. Ovviamente la risposta in questo caso sarà: alla vittoria!

Per vincere, un atleta, dovrà aspirare a realizzare una prestazione ottimale. Perciò, essendo il miglioramento della prestazione l’obiettivo del programma di preparazione, chi si occuperà di crearlo dovrà innanzitutto fare un’analisi accurata dei parametri fisici e organici che la determinano.

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Per praticità suddivideremo tali parametri in due grandi gruppi: biomeccanici/coordinativi e metabolici/condizionali. I primi, si riferiscono essenzialmente al modo in cui il corpo dell’atleta dovrà muoversi nello spazio, durante la prestazione. Perciò la capacità dell’apparato locomotore di coordinarsi (grazie al sistema nervoso).

Nelle MMA ad esempio, occorrerà sapere come interagiscono le forze esercitate dai muscoli (prevalentemente) nell’esecuzione di una proiezione, di una tecnica di striking ecc…

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Oltre a capire come si muove l’atleta, si avrà la necessità di capire a che intensità lo fa (velocita, potenza ecc…) e per quanto volume di lavoro (tempo complessivo, durata singola azione ecc…). Inoltre, vi sarà la necessità di capire come, l’organismo dell’atleta, dovrà ricavare l’energia necessaria per farlo.

Qui entreranno in ballo i tre sistemi energetici (metabolici) che l’organismo umano utilizza per ricavare l’energia che gli serve.

lotta

Questi sono: il sistema anaerobico alattacido, rende disponibile energia in brevissimo tempo, ma si esaurisce in tempi altrettanto brevi. Il sistema anaerobico lattacido, che rende disponibile energia subito, dura un po’ di più del primo ma produce un substrato (acido lattico) che si accumula nei muscoli, inibendone la capacità funzionale. Il terzo sistema è quello aerobico; rende disponibile una grossa quantità di energia, per tempi molto lunghi, ma non in maniera tempestiva.

Ogni disciplina sportiva prevederà l’utilizzo di uno o più sistemi energetici, in maniera alternata o anche in modo simultaneo.

Facciamo l’esempio delle MMA: un match può durare 10 secondi, oppure 25’ (match valevoli per il titolo, che si protraggono fino al verdetto ai punti). Si può assistere ad un match tra “strikers”, fatto di scambi veloci e protratti nel tempo, oppure ad un combattimento costituito da molti fasi di lotta in piedi, a terra, o sulla parete dell’ottagono, in cui gli atleti cercheranno di “tirarsi” a destra e a manca nell’ottagono.

Spesso capita di vedere match del tipo “striker vs grappler”, in cui assisteremo probabilmente a fasi di lotta, dove è richiesta molta forza e resistenza (non solo), alternate a fasi di “striking”, in cui serviranno rapidità e potenza. Si avrà, dunque, la necessità di preparare l’atleta a tutte queste eventualità, indipendentemente dalla strategia.

Ipotizziamo che si commetta un errore nella valutazione di tali parametri, e per allenare il “cardio” si utilizzi la corsa di fondo che serve comunque, in generale, a “migliorare” l’apparato cardio-respiratorio, anziché dei circuiti ai sacchi, ad esempio, della durata dei rounds che presumibilmente si affronteranno nel match. Cosa succederebbe nella fatidica serata?!! Si avrà davanti a se un avversario, il cui obiettivo è quello di picchiare per 3 rounds da 5’. Si vorrà fare lo stesso, e per ottenere il risultato, probabilmente, si chiederà al corpo di portare dei colpi potenti ed efficaci , di proiettare al suolo l’avversario e di sottometterlo! Bene, ipotizziamo che si avesse la facoltà di chiederglielo prima, probabilmente si riceverebbe dal corpo questa risposta: mi hai fatto correre come un matto per due ore al giorno, a media intensità, e adesso mi chiedi di menare, e di essere anche “rapido ed esplosivo” nel farlo!? Corri allora, che è meglio!

Bene, un tecnico che deve programmare una preparazione fisica per un atleta di MMA deve, necessariamente, tener conto di tutti questi fattori, e non solo!

di Davide Russo

Davide Russo è dottore in Scienze motorie, Health Coach, Personal Trainer e Preparatore atletico specializzato nel campo delle MMA da oltre 10 anni.

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